Il prezzo dell’amore

 

Aprì la porta piano, lasciandola scivolare al suo tocco leggero, perché sentiva di dover rispettare il clima di sacralità profana che riempiva le stanze semibuie di quel luogo. Era stato un uomo di mezza età a suggerirglielo: “Ecco la casa dell’amore!”, aveva sentenziato, ironicamente solenne; per poi indicargli quell’edificio mezzo diroccato, languidamente abbandonato sul fianco della collina. Era stata una sfumatura beffarda a fargli incrinare le labbra in quella smorfia, Renè lo sapeva, eppure non era mai stato così serio come in quel momento.
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Per sempre.

L’aveva davanti: tacevano entrambi.
Attimi fatti soltanto di battiti frenetici e respiri a metà.

Aveva bussato alla sua porta, René, perché la notte e la montagna gli avevano rubato il cammino; il legno aveva tremato di un rumore strano, nel buio.
Poi si era sentito un rumore leggero e cigolante e l’uscio si era spalancato.
Aveva trattenuto il respiro; il cuore aveva mancato un battito.

Era lui!
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Ho cercato
di volare
col pensiero;

Ho voluto
non esser uomo
né animale

Ma mi scopro invischiato
tra terra
e sangue

Tutta questa
materia
mi distrugge.

 

Per Sempre

 

L’aveva davanti: tacevano entrambi.

Attimi fatti soltanto di battiti frenetici e respiri a metà.

Aveva bussato alla sua porta, René, perché la notte e la montagna gli avevano rubato il cammino; il legno aveva tremato di un rumore strano, nel buio. Poi si era sentito un rumore leggero e cigolante e l’uscio si era spalancato.

René aveva trattenuto il respiro, era lui!

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Caducità

Respiro

e il mio respiro è condensa.
La condensa: nebbia,
che va a posarsi sui rami spogli di quest’albero
che nessuno ha mai amato.
E neanch’io.

Eppur rimango
ad ascoltare
il vento,
che fruscia fantasmi di foglie.
Terribile e meraviglioso è l’ansimar di questo luogo
dimentico di ogni parola.

Geme la terra umida,
sussulta
e tace.
E taccio anch’io,
che nulla conosco del mondo se non il suo
silenzio